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L’uomo che leggeva
Era rimasto solo da piccolo che non aveva ancora10 anni.
Non sapeva neanche dove fossero i suoi genitori e in fondo non gli interessava.
Non aveva amici, non sapeva cosa volesse dire giocare.
Andandosene i suoi genitori gli avevano lasciato una grande biblioteca che copriva praticamente tutte le pareti della casa.
A lui piaceva leggere, dalla mattina alla sera.
Di tutto. E stava bene così.
Interrompeva per mangiare un frutto a pranzo e la sera cenava leggero.
Aveva un piccola rendita e gli sarebbe bastata, dai suoi calcoli, fino all’ultima pagina dell’ultimo libro.
La poltrona dove si sedeva per leggere stava giusto sotto la finestra più grande del grande studio della casa anch’essa grande.
Ora aveva 40 anni, capelli lunghi, una folta barba.
E nella testa il ricordo quasi perfetto di svariate migliaia di libri.
La casa era coperta di polvere dappertutto, tranne che sui libri che teneva in ordine perfetto,
Una volta all’anno, si dava una riordinata, metteva l’abito migliore e faceva un giro per la città.
Vedeva così i rapidissimi cambiamenti dell’architettura della città, che moda andava quell’anno, l’aumento o la diminuzione del benessere.
Non si fermava a parlare con nessuno, che nessuno conosceva.
Vedeva passare delle belle donne e non si sapeva spiegare perché gli dessero una strana sensazione , come se emanassero un fluido che lo turbava.
Allora il suo pensiero si fermava, il flusso continuo del suo pensiero veniva sostituito come da un incanto, una percezione del sublime lo pervadeva.
E’ strano pensava, mi ricorda dei libri del romanticismo e lo stupore di fronte alla bellezza che spesso vi viene descritto.
Ma subito si riprendeva e continuava a camminare a vedere luci, colori, ed a riempirsi i polmoni di aria fresca.
Non era mai stato con una donna, ma lui viveva nel mondo dei libri.
Aveva viaggiato per mille mondi, pensato tutti i sistemi di pensiero, visto dimensioni parallele alla nostra.
Sentiva di avere quel che gli serviva, i libri erano i suoi amici, il suo mondo.
Più che un uomo era un idea.
Nel mondo concreto degli uomini, avvenivano intanto dei rivolgimenti. Un dittatore aveva preso il potere.
La cultura, l’arte, soprattutto la letteratura ed il pensiero politico e filosofico, erano considerati nemici del regime.
Casa per casa gli sgherri del regime, irrompevano e confiscavano tutti i libri.
Macerati e compressi, sarebbero diventati pellet per il riscaldamento domestico.
Nei loro giri , i gruppi di intervento “anti pensiero” arrivarono alla soglia della sua casa.
Bussarono, nessuno aprì, cercarono di sfondare ma non riuscirono.
Chiesero allora ad un vicino che disse loro che da lì non aveva mai visto uscire nessuno.
Diedero un’altra occhiata e notarono che sul portone vi era una gran quantità di ragnatele.
Proseguiamo il giro, disse il capogruppo, se qualcosa c’è qua dentro è solo roba in decomposizione.
Dentro l’uomo che leggeva, ignaro continuava a leggere in compagnia dei suoi amici libri.
Cioè la raccolta di tutto lo scibile umano.
Un tesoro di valore, a quel punto, inestimabile.
Prima o poi il paese si libererà dalla dittatura.
Verrà scoperta una cosa paragonabile all’arca di Noè, e la gente potrà ricominciare a pensare.
Grazie all’uomo che leggeva.